Un assegno tornato indietro per mancanza di fondi è una brutta sorpresa, ma il creditore che lo riceve è in una posizione più forte di quanto pensi: l'assegno è già un titolo esecutivo, e la legge spinge chi lo ha emesso a pagare in fretta.
Ecco cosa succede dopo il mancato pagamento e cosa fare, passo per passo.
Indice
Cosa succede quando l'assegno è scoperto
- PresentazioneIl versamento in banca
L'assegno va presentato entro 8 giorni se pagabile nello stesso comune di emissione, entro 15 negli altri casi.
- Mancato pagamentoProtesto o constatazione equivalente
Il rifiuto di pagamento viene di regola constatato con il protesto o con una dichiarazione equivalente.
- Entro 60 giorni dalla scadenza del termine di presentazionePagamento tardivo
Chi ha emesso l'assegno può pagare importo, interessi, penale del 10% e spese di protesto, evitando le sanzioni amministrative e l'iscrizione nella Centrale d'allarme interbancaria (art. 8 L. 386/1990).
- DopoIscrizione CAI e sanzioni
In mancanza di pagamento, il traente viene iscritto nella CAI, perde la possibilità di emettere assegni e riceve sanzioni amministrative dal Prefetto.
Il portatore conserva i suoi diritti contro chi ha emesso l'assegno anche se non lo ha presentato in tempo o non ha fatto levare il protesto (art. 45 R.D. 1736/1933; Cass. ord. n. 20738/2024). Protesto o constatazione equivalente sono invece necessari per conservare l'azione di regresso contro i giranti e gli altri obbligati.
Nei 60 giorni chi ha emesso l'assegno ha un interesse concreto a pagare, perché evita la revoca dell'autorizzazione a emettere assegni presso tutte le banche. È un buon momento per una richiesta formale, ma il creditore non è obbligato ad attendere: può agire subito.
Se il pagamento tardivo è fatto a te
- Il traente può pagarti direttamente: in quel caso ti chiederà una quietanza liberatoria con firma autenticata, che attesti il pagamento nei termini di legge.
- In alternativa può costituire un deposito vincolato a tuo favore presso la banca, o pagare presso il pubblico ufficiale che ha levato il protesto.
- Prima di firmare la quietanza, verifica di aver ricevuto tutto: importo, interessi, penale del 10% e spese di protesto.
La penale del 10% è quella prevista per il pagamento tardivo che evita le sanzioni. Non è una maggiorazione dovuta in ogni caso: se si agisce in via esecutiva, si chiedono capitale e accessori previsti dalla legge sull'assegno.
Se non paga: il precetto diretto
L'assegno è un titolo esecutivo per il capitale e gli accessori (art. 55 R.D. 1736/1933): non serve chiedere un decreto ingiuntivo, e non è necessario attendere i 60 giorni. Si notifica direttamente l'atto di precetto, nel quale l'assegno va trascritto integralmente; prima della notifica l'ufficiale giudiziario certifica che la trascrizione corrisponde all'originale (art. 480 c.p.c.). Scaduto il termine del precetto, si procede al pignoramento.
Azione cartolare
Fondata sull'assegno
- Precetto diretto, senza giudice
- Tempi rapidi
- Si prescrive in sei mesi dalla scadenza del termine di presentazione (art. 75 R.D. 1736/1933), salvo atti interruttivi
Se l'azione cartolare è prescritta
Altre strade
- Azione sul rapporto sottostante: vendita, prestazione, prestito
- Ove ne ricorrano i presupposti, l'azione di arricchimento prevista dalla legge sull'assegno
- Serve un titolo: decreto ingiuntivo, anche sulla base della documentazione del rapporto, o sentenza
Lasciar prescrivere l'azione cartolare non fa perdere il credito, ma fa perdere la strada più rapida per recuperarlo. Conviene verificare subito le date e gli eventuali atti interruttivi.
Per i dettagli sul precetto e sui termini di efficacia: Atto di precetto: cos'è, quanto dura e cosa succede dopo.
Recupero di un assegno insoluto
Esame del titolo, della sua regolarità formale e dell'eventuale protesto, richiesta di pagamento, atto di precetto e pignoramento. Preventivo scritto dopo l'esame dell'assegno.
Tre errori da evitare
Presentarlo in ritardo
Oltre i termini di presentazione si perde il regresso verso i giranti; restano i diritti verso chi ha emesso l'assegno.
Restituirlo al debitore
L'originale è il titolo: va conservato e non consegnato in cambio di promesse.
Firmare quietanze incomplete
La quietanza liberatoria va firmata solo dopo aver ricevuto l'intero importo dovuto per legge.
Domande frequenti
Emettere un assegno scoperto è ancora reato?
No, oggi è un illecito amministrativo, sanzionato dal Prefetto, con iscrizione nella Centrale d'allarme interbancaria. Resta l'obbligo di pagare il creditore.
Se non è stato levato il protesto posso agire lo stesso?
Sì, contro chi ha emesso l'assegno: il portatore conserva i suoi diritti anche senza protesto. Il protesto serve invece per agire contro i giranti.
Devo aspettare i 60 giorni prima di agire?
No. I 60 giorni riguardano il pagamento tardivo che evita le sanzioni amministrative al traente; il creditore può notificare il precetto anche prima.
Serve un avvocato per il precetto?
Il precetto è un atto tecnico: errori nella trascrizione del titolo o nel calcolo delle somme possono esporre a opposizione. È consigliabile affidarlo a un avvocato.
L'assegno era postdatato: posso comunque agire?
La postdatazione pone questioni specifiche di validità e di efficacia esecutiva del titolo. Il credito sottostante resta comunque tutelabile: conviene far esaminare il caso.
Questo contenuto ha finalità informativa e non sostituisce la valutazione del caso concreto.
