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Chirurgia estetica andata male: quando spetta il risarcimento

Si sceglie un intervento estetico per stare meglio. Quando il risultato è diverso da quello promesso, o peggiore della situazione di partenza, la delusione si somma spesso a un danno fisico e a spese importanti.

Un risultato che non piace non significa automaticamente un errore. Ma quando l'intervento ha finalità solo estetiche, il paziente accetta un rischio per migliorare il proprio aspetto: per questo l'informazione sui risultati realistici e sui rischi pesa più che in ogni altro ambito, e una sua mancanza può dare diritto al risarcimento anche se l'operazione è stata eseguita bene.

Indice
  1. Perché l'informazione conta di più
  2. Quando c'è un caso, e quando no
  3. I casi più frequenti
  4. Le prove da raccogliere
  5. Chi risponde e come si ottiene il risarcimento

Perché l'informazione conta di più

Il chirurgo non garantisce, di regola, il risultato desiderato: deve operare secondo le regole dell'arte e informare in modo completo. Nella chirurgia estetica elettiva questo dovere riguarda in particolare le probabilità realistiche di ottenere il miglioramento voluto, le possibili cicatrici o asimmetrie, l'eventualità di nuovi interventi e il rischio di un peggioramento.

La Cassazione (sez. III, n. 12830/2014) ha riconosciuto la responsabilità del chirurgo per un intervento tecnicamente corretto che aveva prodotto un inestetismo più grave di quello da correggere, perché il paziente non era stato informato di quel rischio: in casi simili si può presumere che, informato, avrebbe rinunciato. Un modulo generico non basta; uno dettagliato e specifico, invece, può documentare un'informazione adeguata.

Le regole generali sul consenso sono in Consenso informato: quando spetta il risarcimento.

Quando c'è un caso, e quando no

SituazionePossibile conseguenza
Risultato non gradito, intervento corretto e ben spiegatoDi regola nessun risarcimento
Risultato peggiorativo per un errore tecnico o un'indicazione sbagliataResponsabilità professionale
Risultato peggiorativo per un rischio non spiegatoResponsabilità per violazione del consenso informato, anche senza errore tecnico

Alcuni esiti si stabilizzano solo dopo mesi: il risultato va valutato al termine della guarigione, salvo complicanze.

I casi più frequenti

01

Risultato peggiorativo

Asimmetrie, cicatrici evidenti, deformità: un aspetto peggiore di quello di partenza.

02

Complicanze non gestite

Una complicanza non è di per sé un errore, ma lo è la sua cattiva gestione: infezioni, necrosi o problemi alle protesi trascurati, diagnosticati o trattati in ritardo.

03

Medicina estetica

Filler, tossina botulinica, laser: anche i trattamenti «minori» richiedono informazione e competenza.

Le prove da raccogliere

  • Fotografie prima dell'intervento e nelle settimane successive, comprese quelle scattate dal medico
  • Preventivo, fatture, consenso firmato e documentazione delle visite preoperatorie, con gli obiettivi concordati
  • Messaggi, email e materiale promozionale con le promesse sul risultato
  • La cartella clinica completa, con verbale operatorio e scheda anestesiologica, e i controlli successivi: la prima copia è gratuita
  • Il parere di un altro chirurgo plastico e i preventivi per gli interventi correttivi

Chi risponde e come si ottiene il risarcimento

Se ti sei rivolto direttamente al chirurgo nel suo studio, lui risponde a titolo contrattuale. Se l'intervento è stato eseguito in una clinica, risponde anche la clinica, per l'operato dei medici di cui si avvale (art. 7 L. 24/2017): in entrambi i casi la prescrizione è di regola di dieci anni.

Il percorso parte da un parere specialistico e medico-legale indipendente. Se la richiesta di risarcimento non porta a un accordo, prima della causa è obbligatoria la consulenza tecnica preventiva o la mediazione: nella consulenza si accertano le condizioni di partenza, la correttezza dell'intervento, l'informazione data e i postumi.

Lo studio

Valutazione del caso

Descrivi la situazione in poche righe, senza inviare documenti sanitari. Lo studio risponde entro un giorno lavorativo e indica se e come procedere.

Domande frequenti

Il risultato non mi piace: ho diritto al risarcimento?

Non basta l'insoddisfazione personale. Occorre un errore tecnico, un risultato oggettivamente peggiorativo o un'informazione inadeguata sui risultati e sui rischi.

Il chirurgo mi propone un ritocco gratuito: conviene?

Può essere una soluzione, ma prima di un nuovo intervento non urgente conviene documentare la situazione e sentire un parere indipendente. Le cure urgenti, invece, non vanno mai rinviate.

L'intervento è stato fatto all'estero: posso agire in Italia?

Dipende dal caso: regole sulla giurisdizione e legge applicabile vanno verificate.

Entro quando posso agire?

Verso il chirurgo scelto direttamente e verso la clinica, il termine è di regola di dieci anni.

Avv. Giuseppe Chierchia
Avv. Giuseppe Chierchia

Avvocato civilista, iscritto all'Ordine degli Avvocati di Torre Annunziata. Sedi a Gragnano e a Milano.

Lo studio

Questo contenuto ha finalità informativa e non sostituisce la valutazione del caso concreto.

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