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Diffida di pagamento: a cosa serve, come si scrive e quando basta

Prima di qualunque azione giudiziale, il creditore invia di regola una diffida di pagamento. Non è una formalità: produce effetti giuridici precisi e, in molti casi, chiude la questione senza ricorrere al giudice.

Ecco cosa ottiene, come va scritta e inviata, e quando conviene passare al passo successivo.

Indice
  1. Cosa produce la diffida
  2. Cosa deve contenere
  3. Come inviarla
  4. Quanto tempo concedere, e un errore da evitare
  5. Interessi e costi recuperabili
  6. Se il debitore non paga

Cosa produce la diffida

01

Costituzione in mora

Dalla mora decorrono gli interessi moratori (artt. 1219 e 1224 c.c.). Per i debiti di denaro già scaduti la mora è spesso automatica; la diffida la rende comunque certa e documentata.

02

Interruzione della prescrizione

L'atto che costituisce in mora il debitore interrompe la prescrizione (art. 2943 c.c.): dalla ricezione ricomincia a decorrere un nuovo periodo (art. 2945 c.c.).

03

Prova e pressione

Documenta la richiesta, fissa un termine preciso e segnala al debitore che il creditore è pronto ad agire. È la base delle azioni successive.

Cosa deve contenere

  • I dati del creditore e del debitore.
  • Il titolo del credito: contratto, fatture con numero e data, prestazione eseguita.
  • L'importo esatto dovuto, con l'indicazione degli interessi.
  • Il termine entro cui pagare, di regola tra 7 e 15 giorni.
  • Le modalità di pagamento, ad esempio l'IBAN.
  • L'avvertimento che, in mancanza, si agirà in giudizio con aggravio di spese.
  • La firma del creditore o del suo avvocato.
Ferma, ma corretta

La diffida deve essere decisa nei toni ma corretta nel contenuto. Minacciare conseguenze sproporzionate o estranee al credito, o coinvolgere terzi per mettere in difficoltà il debitore, può esporre il creditore a responsabilità.

Come inviarla

MezzoProva della ricezioneQuando usarlo
PECSì, con valore equivalente alla raccomandataVerso imprese e professionisti, i cui indirizzi PEC sono in pubblici registri
Raccomandata A/RSì, con la cartolina di ritornoVerso privati, o quando il debitore non ha un indirizzo PEC
Email ordinaria, WhatsAppNo, la ricezione può essere contestataSolo come sollecito informale, non come diffida

Quanto tempo concedere, e un errore da evitare

Per la messa in mora la legge non fissa un termine minimo: nella pratica si concedono da 7 a 15 giorni. Diverso è il caso della diffida ad adempiere, con cui spesso viene confusa:

Messa in mora

art. 1219 c.c.

  • Chiede il pagamento entro un termine
  • Fa decorrere gli interessi e interrompe la prescrizione
  • Il contratto resta in vita

Diffida ad adempiere

art. 1454 c.c.

  • Fissa un termine non inferiore a 15 giorni
  • Se il termine scade, il contratto si intende risolto
  • Da usare solo se si vuole sciogliere il rapporto
Perché conta

Usare la diffida ad adempiere quando si vuole soltanto essere pagati può far risolvere un contratto che conveniva mantenere, ad esempio una fornitura continuativa.

Interessi e costi recuperabili

RapportoInteressiAltri importi
Tra imprese, o tra impresa e pubblica amministrazioneInteressi moratori al tasso BCE maggiorato di 8 punti, dalla scadenza (D.Lgs. 231/2002)40 € forfettari per ciascuna transazione, oltre al maggior danno, comprensivo dei costi di assistenza per il recupero
Con un privatoInteressi legali (art. 1284 c.c.); dalla domanda giudiziale, il tasso previsto per le transazioni commercialiSpese liquidate dal giudice in caso di azione giudiziale

Se il debitore non paga

Scaduto il termine, il passo successivo è di regola il ricorso per decreto ingiuntivo: ne parliamo in Decreto ingiuntivo: tempi, costi e cosa succede dopo.

Servizio dello studio

Messa in mora redatta dall'avvocato

Esame dei documenti, diffida firmata e inviata con PEC o raccomandata A/R entro 48 ore lavorative dalla ricezione completa della documentazione.

100 €tutto compreso, spese di invio incluse
Richiedi l'incaricoFasi e compensi →

Domande frequenti

La diffida deve essere scritta da un avvocato?

No, può inviarla anche il creditore. La diffida dell'avvocato produce gli stessi effetti giuridici, ma comporta la verifica preventiva del credito e dei documenti, e segnala al debitore che l'azione giudiziale è imminente.

Quanto costa una diffida dello studio?

Il compenso è di 100 €, tutto compreso: esame dei documenti, redazione, firma e invio con PEC o raccomandata A/R.

Posso inviarla per email o WhatsApp?

Per un sollecito sì; per una diffida no, perché la ricezione potrebbe essere contestata. Servono PEC o raccomandata con ricevuta di ritorno.

E se il debitore contesta il credito?

Le contestazioni vanno esaminate. Se sono infondate si procede con il decreto ingiuntivo; se sono documentate, conviene valutarle prima di agire, per evitare un'opposizione.

Dopo quanto tempo posso agire in giudizio?

Allo scadere del termine indicato nella diffida. Agire con prontezza riduce il rischio che la situazione del debitore peggiori.

Avv. Giuseppe Chierchia
Avv. Giuseppe Chierchia

Avvocato civilista, iscritto all'Ordine degli Avvocati di Torre Annunziata. Sedi a Gragnano e a Milano.

Lo studio

Questo contenuto ha finalità informativa e non sostituisce la valutazione del caso concreto.

Prima valutazione del caso

La situazione può essere descritta in pochi passaggi. Lo studio risponde entro un giorno lavorativo indicando il percorso e il compenso.

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