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Risarcimento negato dall'assicurazione dopo un incidente: come contestarlo

«Non riteniamo di poter procedere alla liquidazione.» A volte il diniego arriva dopo mesi, a volte con una motivazione vaga, a volte senza nessuna spiegazione. Ma il rifiuto della compagnia non è l'ultima parola.

La legge impone alla compagnia di motivare, e mette a disposizione del danneggiato strumenti precisi per contestare. Dal 2026 c'è anche un arbitro dedicato alle assicurazioni.

Indice
  1. I motivi più frequenti
  2. Gli strumenti per contestare
  3. Le prove che fanno la differenza

I motivi più frequenti

01

Dinamica contestata

La compagnia ritiene che l'incidente non sia avvenuto come descritto, o attribuisce la colpa al danneggiato.

02

Lesioni non collegate

Si contesta che le lesioni derivino dall'incidente, soprattutto se lievi o refertate tardi.

03

Polizza o frode

Indicatori di frode che consentono approfondimenti, o problemi di copertura. Ma verso il terzo danneggiato le esclusioni contrattuali della polizza RC auto, di regola, non valgono (art. 144 D.Lgs. 209/2005): la compagnia paga e poi si rivale sul suo assicurato.

E se il diniego riguarda la tua polizza?

Furto, incendio, kasko, infortuni: qui contano le condizioni del contratto, e il diritto si prescrive di regola in due anni (art. 2952 c.c.). La strada per contestare è simile, ma va verificata sulle condizioni di polizza.

Gli strumenti per contestare

  1. 1Accesso agli atti e contestazionePrima

    Si chiede alla compagnia la documentazione del sinistro, comprese le perizie (art. 146), e si risponde punto per punto al diniego, con documenti, foto, testimoni.

  2. 2Reclamo e IVASSPoi

    Un reclamo all'ufficio reclami della compagnia, che deve rispondere entro 45 giorni; poi, se serve, una segnalazione all'IVASS. L'IVASS vigila e può sanzionare, ma non liquida il risarcimento.

  3. 3Arbitro AssicurativoSolo per importi piccoli

    Entro 12 mesi dal reclamo, con un contributo di 20 €. Per il terzo danneggiato in un sinistro stradale, fino a 2.500 €. Decide solo sui documenti: niente perizie né testimoni.

  4. 4Negoziazione assistita e giudizioLa via principale

    Per i danni da circolazione stradale, la negoziazione assistita da avvocati è di regola condizione per la causa; il ricorso all'Arbitro, quando ammesso, può sostituirla.

L'Arbitro Assicurativo non fa per tutti

È operativo dal 15 gennaio 2026, ma per i sinistri stradali ha due limiti importanti: richieste fino a 2.500 € e decisione sui soli documenti. Quando sono contestate la dinamica dell'incidente o le lesioni, servono perizie e testimoni: in questi casi la strada è la negoziazione assistita e, se serve, il giudice.

Le prove che fanno la differenza

  • Constatazione amichevole o verbale delle autorità
  • Fotografie del luogo e dei veicoli, dashcam, testimoni
  • Accesso al pronto soccorso e certificati medici, con le date
  • Preventivi e fatture di riparazione
  • Tutta la corrispondenza con la compagnia
Servizio dello studio

Richiesta di risarcimento

Esame della documentazione e del diniego, richiesta di accesso agli atti e contestazione motivata alla compagnia, con monitoraggio dei termini. La trattativa successiva è un servizio a parte.

Domande frequenti

La compagnia non ha mai risposto: cosa posso fare?

Scaduti i termini di legge, si può sollecitare, segnalare all'IVASS e procedere con la negoziazione assistita e, se necessario, con la causa.

Sono andato al pronto soccorso giorni dopo l'incidente: è un problema?

Può rendere più difficile la prova del collegamento, ma non la esclude. Conta la documentazione medica complessiva.

Quanto costa ricorrere all'Arbitro Assicurativo?

Il contributo è di 20 €, restituito se il ricorso è accolto anche solo in parte.

Entro quando devo agire?

Per i danni da circolazione stradale il termine di prescrizione è di regola di due anni, più lungo se il fatto costituisce reato. Reclami e segnalazioni all'IVASS non bastano di per sé a fermarlo: serve una richiesta di risarcimento in forma idonea.

Il diniego è generico: vuol dire che ho ragione?

Non automaticamente: un diniego non motivato è irregolare e si può contestare, ma il danno e la dinamica vanno comunque dimostrati. È però un buon punto di partenza.

Avv. Giuseppe Chierchia
Avv. Giuseppe Chierchia

Avvocato civilista, iscritto all'Ordine degli Avvocati di Torre Annunziata. Sedi a Gragnano e a Milano.

Lo studio

Questo contenuto ha finalità informativa e non sostituisce la valutazione del caso concreto.

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