Una fattura scaduta e non pagata è una delle situazioni più frequenti per imprese e professionisti. Gli strumenti di tutela sono graduali: conviene conoscerli per scegliere quello proporzionato all'importo e al comportamento del debitore.
Indice
Il percorso in quattro fasi
- 1SollecitoNessun costo
Email o telefonata per escludere disguidi. Non produce effetti giuridici particolari.
- 2Diffida e messa in mora100 €
Atto formale con PEC o raccomandata: interrompe la prescrizione e fissa un termine.
- 3Decreto ingiuntivo399 € + c.u.
Ordine del giudice di pagare entro 40 giorni dalla notifica.
- 4Esecuzione forzataPrevia valutazione
Precetto e pignoramento di conti, crediti, stipendi o beni.
I compensi indicati sono quelli dello studio, tutto compreso; per il decreto ingiuntivo si aggiungono contributo unificato e spese vive.
Prima di muoversi: tre controlli
- Documenti: contratto o ordine, fattura, documenti di trasporto, email di accettazione della prestazione.
- Contestazioni: il cliente ha segnalato difetti o ritardi? Le contestazioni documentate vanno valutate prima di agire.
- Situazione del debitore: una visura camerale indica se l'impresa è attiva o sottoposta a una procedura concorsuale. In quest'ultimo caso il credito va fatto valere nella procedura.
La diffida
Se il sollecito non basta, la diffida scritta intima il pagamento entro un termine, di solito tra 7 e 15 giorni. Costituisce in mora il debitore e interrompe la prescrizione. Firmata da un avvocato, segnala che il creditore è pronto ad agire, e spesso è sufficiente. Approfondimento: Diffida di pagamento: a cosa serve e quando basta.
Messa in mora redatta dall'avvocato
Esame dei documenti, diffida firmata e inviata con PEC o raccomandata A/R entro 48 ore lavorative dalla ricezione completa della documentazione.
Il decreto ingiuntivo
Sulla base della fattura e dell'estratto autentico delle scritture contabili (art. 634 c.p.c.), il giudice ordina al debitore di pagare. Il debitore ha 40 giorni dalla notifica per opporsi; altrimenti il decreto diventa definitivo. Tempi, costi e opposizione sono spiegati in Decreto ingiuntivo: tempi, costi e cosa succede dopo.
L'esecuzione forzata
Con un titolo esecutivo, se il debitore non paga si notifica il precetto e poi si procede al pignoramento: conti correnti, crediti verso terzi, stipendi, beni mobili o immobili. La scelta dipende dai beni disponibili, per questo è utile raccogliere informazioni sul patrimonio del debitore prima di avviare le azioni più costose.
Interessi di mora tra imprese
Nei rapporti tra imprese, e tra imprese e pubbliche amministrazioni, dalla scadenza della fattura decorrono gli interessi moratori previsti dal D.Lgs. 231/2002, pari al tasso della BCE maggiorato di 8 punti, oltre a un importo forfettario di 40 € per ciascuna transazione.
Domande frequenti
Entro quanto tempo devo agire?
In via generale il credito si prescrive in dieci anni, ma alcuni crediti hanno termini più brevi: conviene verificarli subito. In ogni caso, più si attende, più aumenta il rischio che il debitore diventi insolvente.
Conviene agire per importi piccoli?
Dipende dal rapporto tra importo, costi e prospettive di recupero. Per molti crediti di importo contenuto la diffida, con un compenso di 100 €, è lo strumento proporzionato.
Il cliente dice che la prestazione era difettosa: cosa faccio?
Le contestazioni vanno esaminate con i documenti. Se sono pretestuose e non documentate, non impediscono di agire; se sono fondate, è meglio valutarle prima, per evitare un'opposizione al decreto.
Posso chiedere anche gli interessi e le spese?
Sì. Tra imprese si applicano gli interessi moratori del D.Lgs. 231/2002 e l'importo forfettario di 40 €; nel decreto ingiuntivo il giudice liquida le spese a carico del debitore.
Questo contenuto ha finalità informativa e non sostituisce la valutazione del caso concreto.
