Prestare denaro a un amico o a un parente è un gesto di fiducia, quasi mai accompagnato da un contratto scritto. Quando i soldi non tornano, il problema non è solo il debitore: è la prova.
Questa guida spiega cosa serve per dimostrare il prestito e quali strade si possono seguire, dalla richiesta formale al giudice.
Indice
Il punto decisivo: dimostrare che era un prestito
Il prestito di denaro è un contratto di mutuo (art. 1813 c.c.): chi riceve la somma si obbliga a restituirla. In giudizio, chi chiede la restituzione deve dimostrare non soltanto di aver consegnato il denaro, ma anche che la consegna era a titolo di prestito, e non ad esempio di regalo.
Un bonifico dimostra che il denaro è passato da un conto all'altro, ma non il motivo. Se il debitore sostiene che si trattava di una donazione, servono altri elementi: la causale, i messaggi, le circostanze.
Quali prove contano, e quanto
| Elemento | Valore | Perché |
|---|---|---|
| Scrittura firmata o riconoscimento del debito | Forte | Prova diretta; il riconoscimento del debito sposta sul debitore l'onere di provare il contrario (art. 1988 c.c.) |
| Messaggi o email in cui il debitore ammette il debito o promette di restituire | Forte | Valgono come prova se non vengono disconosciuti (art. 2712 c.c.); conviene conservarli in originale |
| Bonifico con causale "prestito" | Buono | Indica la natura della dazione, ma va sostenuto da altri elementi |
| Restituzioni parziali già ricevute | Buono | Un pagamento parziale è un comportamento coerente con l'obbligo di restituire |
| Bonifico senza causale | Debole | Prova il pagamento, non il prestito |
| Contanti senza alcuna traccia | Molto debole | Prova difficile; la prova per testimoni dei contratti incontra limiti di legge (artt. 2721 ss. c.c.) |
Non cancellare chat ed email, salva screenshot e, se possibile, esporta le conversazioni. Raccogli estratti conto e ricevute di bonifico. Se il debitore risponde a un messaggio riconoscendo il debito, quella risposta può valere più di ogni altra prova.
I passi per recuperare la somma
- 1Richiesta scritta—
Una richiesta personale, per iscritto: a volte basta, e la risposta può diventare una prova.
- 2Diffida dell'avvocato100 €
Formalizza la richiesta, interrompe la prescrizione e segnala che si è pronti ad agire.
- 3Decreto ingiuntivo399 € + c.u.
Possibile se c'è una prova scritta del credito, come un riconoscimento del debito.
- 4Negoziazione o causaPrevia valutazione
Senza prova scritta si procede con un giudizio ordinario, preceduto dalla negoziazione assistita.
I compensi indicati sono quelli dello studio, tutto compreso; per il decreto ingiuntivo si aggiungono contributo unificato e spese vive.
Messa in mora redatta dall'avvocato
Esame dei documenti, diffida firmata e inviata con PEC o raccomandata A/R entro 48 ore lavorative dalla ricezione completa della documentazione.
Senza prova scritta: la negoziazione assistita
Se la prova scritta manca e non si può chiedere il decreto ingiuntivo, si procede con una causa ordinaria. Per le domande di pagamento fino a 50.000 €, prima della causa è di regola obbligatorio invitare l'altra parte alla negoziazione assistita (art. 3 D.L. 132/2014): un tentativo di accordo con l'assistenza degli avvocati di entrambe le parti. Non è necessaria, invece, per il decreto ingiuntivo.
Quando il debitore è un familiare
Tra familiari i rapporti personali pesano quanto quelli economici. Una diffida dell'avvocato, ferma ma corretta, spesso permette di chiudere con un piano di rientro scritto senza arrivare al giudice. Se si raggiunge un accordo, conviene metterlo per iscritto, con le scadenze delle rate e la perdita della rateizzazione in caso di mancato pagamento.
Domande frequenti
Ho prestato soldi in contanti senza ricevuta: posso riaverli?
È più difficile, ma non sempre impossibile. Contano i messaggi in cui il debitore ammette il prestito e le eventuali restituzioni parziali. Conviene far valutare il materiale disponibile prima di agire.
Gli screenshot di WhatsApp valgono come prova?
Possono valere come prova se il debitore non ne contesta la conformità. Conviene conservare il telefono e le conversazioni originali.
Entro quanto tempo posso chiedere la restituzione?
Il credito si prescrive in dieci anni. Se non era stato fissato un termine per restituire, sarà il giudice a stabilirlo (art. 1817 c.c.); una diffida chiarisce comunque la richiesta.
Conviene agire per somme modeste?
Per importi contenuti la diffida, con un compenso di 100 €, è spesso lo strumento proporzionato. La scelta va fatta valutando importo, prove e solvibilità del debitore.
Questo contenuto ha finalità informativa e non sostituisce la valutazione del caso concreto.
